Quando si assume una badante convivente, uno dei dubbi più frequenti riguarda la gestione della spesa:
chi deve farla? chi la paga? cosa deve acquistare la badante e cosa invece è a carico della famiglia?
Chiarire questi aspetti fin dall’inizio è fondamentale per evitare incomprensioni e creare un rapporto di lavoro sereno e duraturo.
Chi deve fare la spesa?
Dal punto di vista contrattuale, la badante convivente può occuparsi della spesa, ma solo se questa mansione è concordata e rientra nelle attività di assistenza e gestione domestica previste. In genere:
- la badante può andare a fare la spesa per l’assistito,
- può gestire piccoli acquisti quotidiani,
- può seguire una lista fornita dalla famiglia.
Non è invece corretto pretendere che la badante:
- anticipi soldi propri,
- faccia la spesa senza indicazioni,
- sostenga spese non concordate.
Chi paga la spesa?
La regola è semplice: la spesa è sempre a carico della famiglia o dell’assistito, mai della badante.
La badante: utilizza denaro lasciato dalla famiglia, oppure una carta/prepagata dedicata, oppure ancora consegna scontrini per il rimborso immediato.
È buona prassi tenere tutto trasparente e tracciabile, per evitare dubbi o tensioni.
Cosa deve acquistare la badante?
Cosa la badante convivente può acquistare:
Per l’assistito:
- alimenti necessari alla sua dieta,
prodotti per colazione, pranzo e cena dell’anziano, - articoli per l’igiene personale dell’assistito,
- piccoli prodotti per la casa legati all’assistenza quotidiana.
Per la gestione quotidiana concordata, invece:
- beni di prima necessità indicati dalla famiglia,
- prodotti alimentari comuni se condivisi con l’assistito.
- Sempre seguendo le indicazioni della famiglia e nel rispetto delle abitudini dell’anziano.
Cosa spetta alla famiglia acquistare
Restano a carico della famiglia:
- la spesa principale della casa,
- prodotti specifici o costosi,
- farmaci e presidi sanitari (salvo accordi diversi),
- prodotti personali della badante (se non diversamente pattuito),
- tutto ciò che non è direttamente legato all’assistenza quotidiana.
Inoltre, per legge, la famiglia deve garantire alla badante convivente:
vitto e alloggio, pasti adeguati e dignitosi, rispetto delle esigenze alimentari (nei limiti del ragionevole).
E la spesa per la badante?
Normalmente:
- la badante consuma i pasti in casa,
- utilizza gli alimenti presenti,
- non deve sostenere costi per il vitto.
Se la badante ha esigenze alimentari particolari, è consigliabile parlarne apertamente, concordare eventuali integrazioni, evitare imposizioni o incomprensioni.
L’importanza degli accordi chiari
Molti conflitti nascono non da cattiva volontà, ma da regole non esplicitate. Per questo è fondamentale:
chiarire fin da subito chi fa la spesa, stabilire come viene gestito il denaro, definire cosa è incluso e cosa no, mettere tutto per iscritto, anche in modo semplice.
Un rapporto trasparente rende il lavoro più sereno e riduce il rischio di continui cambi di badante.
In conclusione, la badante convivente può occuparsi della spesa, ma non deve mai pagarla e non può essere lasciata senza indicazioni chiare.
La famiglia resta sempre responsabile dei costi e delle decisioni principali.
Un’organizzazione corretta della spesa è un piccolo dettaglio che fa una grande differenza nel costruire un rapporto di fiducia, rispetto e stabilità, a beneficio dell’anziano e di tutta la famiglia.
Testo di Manuel Rosso, co-fondatore Ddomia Dolomiti